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Cansano si trova a 835 metri di altitudine su un piccolo altopiano a pochi chilometri dalla Valle Peligna. Frequentata dalla più remota antichità, la zona compresa  tra  il Morrone,   la  Maiella  e  il  colle  Mitra  fu  abitata dall'età del ferro.
Nell'area collinare di Pacile venne realizzato un imponente sistema di mura difensive a grossi blocchi, che scendeva fino all’attuale pianoro di Cansano.il  Castrum Cansani,  che faceva  parte del sistema difensivo peligno, dimostrano l’importanza strategica, militare ed economica del territorio.
L’esistenza di un insediamento longobardo è deducibile da alcuni toponimi e dal culto di S. Michele Arcangelo, protettore dei Longobardi, al quale, intorno all'anno Mille, fu dedicata la chiesa di S. Angelo. Tra il secolo IX e l’XI il paese era di proprietà dei monaci dell'abbazia di S. Vincenzo al Volturno. La prima menzione della comunità di Cansano si ha nel 1140 quando un cavaliere, Landulfus de Cansanu, sottoscrive una concessione in favore del monastero di S. Pietro de Avellana.

Successivamente, nelle bolle papali di Lucio III (1183) e di Clemente III (1188) sono registrate a Canzano (antica denominazione) le chiese di S. Salvatore e di S. Angelo.
Subisce, con l’area sulmonese, le alterne vicende e le conseguenze della lotta tra Svevi e Angioini, con la vittoria di questi ultimi che peserà non poco sullo sviluppo sociale ed economico. Dal 1326 diviene feudo dei Cantelmo, per passare poi, nel ‘400, a Berlinghiero , conte d’Acre, e ai conti d’Anversa.
Dal 1482 al 1602 fu feudo dei Belprato, per diventare nel secolo
XVIII proprietà della famiglia Recupito, del marchesato di Raiano. Durante il regno delle Due Sicilie, Cansano costituiva un unico comune con Campo Giove e Pacentro. Ottenne l’autonomia, per la prima volta, con il regio decreto del 1829, ma le difficoltà amministrative incontrate portarono nuovamente ad aggregarlo prima a Pacentro, poi a Campo di Giove, convivenza durante la quale non mancarono mai odi e conflitti.
L'ultima parte dell'Ottocento segna un notevole sviluppo del paese, con l’intensificarsi dei rapporti con Sulmona e la diffusione dell’istruzione scolastica, e la fine dell’isolamento, con l’inaugurazione della prima tratta della linea ferroviaria Sulmona - Cansano, nel 1892.
Con la legge n. 304 del 22 maggio 1904, finalmente, è riconosciuta l’autonomia amministrativa di Cansano. Quale primo sindaco del paese viene eletto Salvatore Di Gregorio.
Ai primi dei Novecento il paese arriva a contare 1834 abitanti: un numero che, però, andrà via via diminuendo, a partire dagli anni cinquanta, quando l’emigrazione, soprattutto verso le Americhe, ridurrà la comunità a 851 abitanti nel 1961, a 545 nel 1971, a 430 nel 1981, a 357 nel 1991, fino agli attuali 265.
La consapevolezza che l’economia locale, basata su terreni poco produttivi e sull’allevamento marginale, non offriva prospettive per il futuro, ha costretto gran parte della popolazione a emigrare. Gli anni del boom economico hanno sfiorato Cansano. Oggi la situazione appare diversa, sia perché i piccoli paesi esercitano una notevole attrazione, perché cominciano a concretizzarsi le politiche di sviluppo attuate dalla Comunità Montana Peligna e, più di recente, dal Parco Nazionale della Majella, istituito nel 1995, di cui Cansano è entrato a far parte.

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