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Il Parco Archeologico
Inaugurazione Centro Doc.

L'Inaugurazione: 10 gennaio 2004

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Alla scoperta delle proprie radici con l’archeologia e le immagini sull’emigrazione di fine ‘800.

"Sabato, 10 gennaio 2004, alle ore 16,30, a CANSANO (L’Aq.) un suggestivo paesino ai piedi della Maiella, a 11 Km da Sulmona lungo la strada per Campo di Giove, è stato inaugurato un interessante Centro di Documentazione, nato soprattutto per il grande e perseverante impegno di Rocco Ciampaglione, al tempo, Sindaco di Cansano.

Si tratta di una piccola “perla” per l’Abruzzo, a meno di 2 ore da Roma, nel Parco nazionale della Maiella, ricavata dalla ristrutturazione di una antica chiesa (S. Rocco).

Si tratta di una Sezione Archeologica ed una parte dedicata all’emigrazione di fine ‘800, sintesi di un originale percorso capace di suscitare nel visitatore profonde emozioni, in una cornice naturalistica splendida e incontaminata.

L’intero contesto archeologico, comprensivo di un parco archeologico non lontano dal paese, è frutto di un ben curato progetto della SOPRINTENDENZA per i Beni Archeologici dell’Abruzzo.

Il sito è chiamato OCRITICUM dal nome del villaggio che nel I secolo dopo Cristo sorgeva ai piedi del colle Mitra, vicino Sulmona.

Sono stati portati alla luce i resti di un grande santuario (Tempio italico, tempio romano e sacello delle divinità femminili), una necropoli e un edificio per attività produttive.

Al primo piano, sotto l’esposizione archeologica, trova spazio un vero e proprio “Museo” dell’emigrazione di fine ‘800, il cui progetto è stato ideato e realizzato dal Generale Nino DI PAOLO, nato a CANSANO.

Si tratta di una originale e raffinata ricerca fotografica di fine ‘800 che, muovendo da Ellis Island, la piccola isola nella baia di New York, dove passarono 26 milioni di emigranti in cento anni, descrive con spunti letterari, poetici e psicologici, tutto il dolore che si cela dietro ogni distacco.

Dunque una vera e propria metafora dell’emigrazione come viaggio alla scoperta di sé, veramente interessante, non solo per la rigorosità scientifica, ma per i forti spunti esistenziali che evoca l’insieme delle immagini dense di pathos.

Vale la pena vedere ciò che un cittadino, da solo, può realizzare e offrire con altruismo e amore al suo Paese".

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