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Cansano è circondato
dai monti, tra i quali spiccano il Mitra, il Morrone e,
soprattutto, il massiccio della Maiella. Quest’ultimo,
da sempre, rappresenta la "montagna madre" degli
abruzzesi, considerata “sacra” sia dai pagani
sia dai cristiani, anacoreti che in passato ne hanno percorso
i sentieri abitandone gli antri ed edificando eremi. Lungo
le valli, sui pendii, sugli altopiani sono state individuate
ben 1800 entità vegetali, una ricchezza che fa
del massiccio un caso unico dell’Appennino. Fiori,
piante ed essenze vegetali attirano studiosi e botanici,
che in queste zone trovano ancora un ambiente relativamente
integro.
Lungo i numerosi sentieri che partono da Cansano, specie
in primavera, si trovano essenze di grande bellezza, tra
cui la peonia, la genziana
maggiore e l’Epipactis purpurea, una |
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delle orchidee selvagge più rare d’Italia, immersi
nel verde denso di faggi, querce, pini, aceri, carpini,
ornelli, tassi e ginepri.
La vasta arca del Parco Nazionale della Majella ha sempre
ospitato esemplari di orsi, lupi e cinghiali - animali
che hanno alimentato i racconti popolari - di gatti selvatici
e martore. Negli ultimi anni il territorio è stato
ripopolato con cervi, camosci e caprioli. L’aviofauna
comprende numerose specie: il fringuello, il picchio,
il frosone, l’arvicola, il piviere tortolino, l’aquila,
lo sparviero e la poiana. Innumerevoli sono le specie
di insetti. Solamente di farfalle ne sono state identificate
più di trecento.
L’escursione più interessante e non impegnativa
è al Bosco di S. Antonio, senz’altro la più
bella faggeta della regione, riserva naturale dal 1985.
Un impegno maggiore richiedono gli itinerari di monte
Pizzalto, di monte Rotella, del Morrone e della Maiella. |
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IMMAGINI
MONTI DELLA MAIELLA |
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IMMAGINI
PARCO DELLA MAIELLA |
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